Il 25 Aprile è un giorno speciale per noi italiani: la Liberazione. Un giorno che va festeggiato per mantenere viva la memoria. Per questo da anni ormai sono abituata a passarlo insieme al mio ‘gruppaccio’ di amici del Sound Park, per stare insieme, semplicemente, e mangiare, bere, ridere e giocare, ora che si può. E questo sempre per ringraziare e ricordare chi, con coraggio e sangue, ci ha dato la possibilità di passare queste piacevoli giornate di libertà… Leggi l’articolo completo
Al Callejón de Hamel, ballando con Shangó e i suoi fratelli
Se c’è un appuntamento che davvero mi piace in quest’isola meticcia è la festa della domenica al Callejòn de Hamel, in Centro Habana.
Il Callejòn si trova giusto a quattro isolati da casa mia, scendi San Lazaro giù per la Scalinata e dopo cinquecento metri prendi una traversa interna. Pochi passi e ti ritrovi in un altro mondo, pieno di colori, di balli e di tamburi; è incredibile entrare tra le strette pareti di una delle tante stradine grigie e sgarrupate di questa città e d’un tratto ritrovarsi in una spumeggiante jungla urbana, come in un quadro di Rousseau! Leggi l’articolo completo
Questione di punti di vista
Ero rimasta alle prese con una bella doccia calda che potesse sciogliere quella polvere che si mescola al sudore accumulato nel viaggiare, quello sporco che parla di quel che ha visto la tua pelle, quell’odore di strada che ti porti addosso, forte ma non ripugnante perché è l’odore del tuo andare, diverso da quello che ti avvolge sulla comoda poltrona di casa leggendo un libro. Perché il viaggio ti si appiccica addosso, ti entra negli occhi, nelle narici, nella bocca, nella pelle, negli angoli più nascosti del tuo corpo. Il viaggio ti si appiccica addosso, ti entra nel sangue. Arriva al cuore e mette radici nell’anima. E non si lava con una semplice doccia, no. Lo hai vissuto fuori e dentro, per questo non va più via. Leggi l’articolo completo
Samba Sampa Samba, Samba per me!
“Alguma coisa acontece no meu coração
Que só quando cruza a Ipiranga e a Avenida São João
É que quando eu cheguei por aqui
Eu nada entendi
Da dura poesia concreta de tuas esquinas
Da deselegância discreta de tuas meninas…”
(Caetano Veloso, Sampa)
San Paolo, “Sampa” come affettuosamente la canta il musicista bahiano Caetano Veloso, è universo immenso, un capitolo infinito, tanto grande e variegata che non saprei da che parte iniziare a raccontarvela… Leggi l’articolo completo
E voi lo sapete come sono nate le cascate di Iguazù?!
“C’è un piacere nei boschi senza sentieri,
C’è un’estasi sulla spiaggia desolata,
C’è vita, laddove nessuno s’intromette,
Accanto al mar profondo, e alla musica del suo sciabordare:
Non è ch’io ami di meno l’uomo, ma la Natura di più…”
(George Gordon Byron)
Le cascate di Iguazù sono un indicibile spettacolo della natura, un’elettrizzante messa in scena del paesaggio che nessuna immagine e nessun racconto può descrivere.
Di fronte a un fenomeno di tale portata, carico di energia esplosiva, puoi solo fermarti ad ammirare e ringraziare di farne parte, sebbene ogni momento che passa, ogni singola goccia d’acqua che sfugge alla vista, serva solo a ricordarti di quanto piccolo e fugace sia il tuo passaggio sulla terra… Leggi l’articolo completo
Viñales mon amour
Dopo due interi mesi di vita metropolitana, per una mugellana e campagnola come me è davvero necessario prendersi una pausa… Per questo ho deciso di passare il fine settimana fra i campi di tabacco della provincia di Pinar del Rìo, a ovest dell’Avana.
Prima tappa: Viñales, un paesino precioso al centro di una bellissima vallata di verde e mogotes, meta privilegiata per molti turisti. Leggi l’articolo completo
Esiste un posto sulla terra che si chiama Amsterdam.
Amsterdam. Riesce a proiettarti in un altrove di cui senti che ti piacerebbe far parte, per capire, per imparare, per stare bene.

Una fiaba moderna, in cui il fluire ha un senso tutto suo ma a portata di ognuno.
Un tempo fermo e rinchiuso in quel luogo, sospeso dal suolo, che fluttua e ti porta a fluttuare. Senza strappi senza troppi sorrisi con semplicità. La serenità che si legge sui volti delle persone è rara e preziosa, anche l’invecchiamento ha una sua dignità con spudoratezza.
La diversità nell’omologazione rende tutta la varietà dello spirito, la fantasia umana, lo spazio mentale ampio in cui si può vivere. Si presenta da subito come una possibilità, ti gira intorno, ti rincorre e ti precede e, come un folletto, è buona ma vuole essere trattata bene.
Il silenzio di cui questa città vive ti avvolge tutto intorno a volte riesci a farlo entrare ma il nostro corpo non è abituato e tarda a trattenerlo.
I volti belli, bellissimi, di tutte le età, che mostrano una spregiudicatezza pacata, sono il segno di un vivere di maniera, di beltà, di quiete interiore. Quella quiete per esempio che a New York si stenta a trovare, nonostante la stessa bellezza e una grande magìa ovunque. Ma la pace interiore fa una gran differenza. La pelle è stesa i sorrisi affiorano facilmente ma senza esagerare la complicità tra le persone del luogo è grande. Da estraneo ti senti a volte un po’ indesiderato. Ma poi scopri una gentilezza improvvisa inaspettata ed abbastanza inusuale, e torna il sorriso.
Orientarsi nei canali appare ostico, ma dopo un po’ che si mastica l’alsfalto lasciandosi portare dall’orientamento vago e trovando qualche punto di riferimento – che presto si palesa spontaneo – si riesce ad ascoltare il percorso, e si fluisce con l’acqua seguendo la luce in una macroscopica piccola fiaba.
Immersi nel giallo fioco di quella vita, silenziosa e raccolta, da folletti dei nostri giorni.
Le sensazioni ondeggiano in questa città di pace. Se ne vanno spesso dove vogliono loro, ti portano con sé o ti lasciano lì da sola a cercare riparo. C’è qualcuno che si muove intorno a te quando divaghi per i vicoli o attraversi i ponti, si fa luce a volte, oppure dettaglio sorprendente: è la fantasia che svolazza, nell’aria nell’acqua nel suolo.
E’ la libertà di pensiero che porta ad esprimersi con serenità, dicendo semplicemente quel che si sente di dire e come ci appartiene di più, nel rispetto dell’altrui libertà espressiva.
E’ la serenità interiore che ti porta ad accogliere la diversità con un mazzo di fiori sotto braccio.
C’è un passaggio continuo di spiriti in quelle piazze grandi e piccole vie, a volte sono preceduti dal suono di un campanellino Drin Drin a volte un suono come di ferraglia o anche un respiro affannato eppure silenzioso. Mai sguardi mai occhi negli occhi, se non da vicino. Mai gesti inconsulti, mai fuori dalle righe. C’è tutto il tempo per fare le cose con serenità, anche se magari si va veloci in bicicletta.
Il cielo sorprende continuamente, un po’ come a Melbourne – butta acqua all’improvviso, ghiaccia i nasi poi magari fa spuntare il sole e le nuvole corrono velocissime – e ti spiazza nell’abbigliamento e nell’umore cambiando spesso senso alla giornata. Non facile abituarsi, non c’è da capire solo da esperenziare direttamente. E vestirsi a cipolla. Oppure farsi temprare dal clima nordico ed imparare a gestire bene il freddo e il caldo.
Raro equilibrio, chissà forse una volta trovato si può procedere più spediti. Forse si può imparare ad Amsterdam.



